DOPO L’INCIDENTE CHE GLI È FATALE UN BAMBINO SI MOSTRA NELLA PELLICOLA DI UN NOTO FILM GIRATO NELLA SUA CASA

Dal sito del Cenacolo 71

Nel parco di una lussuosa villa un ragazzino sta giocando col fucile da caccia del padre e, in un attimo, è la tragedia: accidentalmente parte un colpo e il ragazzo perde la vita. La famiglia, annichilita dal dolore, abbandona e vende la bella casa, quasi per chiudere un capitolo di vita troppo felice e sereno per essere ricordato, ora, in preda alla disperazione.
La storia della casa, naturalmente, procede autonomamente dai vecchi proprietari e, qualche tempo più tardi, viene affittata al produttore di un film che girerà le sale cinematografiche di tutto il mondo: “Tre scapoli e un bebè” e che, in seguito, verrà riprodotto su videocassetta per la distribuzione al pubblico.
Ma questa pellicola, almeno per alcuni, è destinata ad assumere un significato che va ben oltre quello della rappresentazione cinematografica: qualcosa di grande e, al tempo stesso, di incredibile deve accadere.
I genitori del ragazzo, per il legame affettivo che nutrono verso quella che era stata la loro casa, guardano il film e, ad un certo punto, scorgono – in una scena – il proprio figlio, vestito come il giorno in cui l’hanno salutato per l’ultima volta.
In qualunque videocassetta, acquistabile o noleggiabile nelle nostre città, è possibile osservare il fenomeno. E’ abbastanza verosimile, tuttavia, ipotizzare che nella pizza originale non sia riscontrabile alcuna traccia di tutto questo. È evidente, infatti, che se il fenomeno fosse stato visibile al momento delle riprese, queste si sarebbero interrotte per la presenza estranea chiaramente osservabile, così come sarebbe accaduto durante il montaggio e i vari doppiaggi se si fosse riscontrato qualcosa di anomalo. Pare logico, allora, pensare che la materializzazione si sia prodotta solo a posteriori.
Una volta individuata la scena esatta, il fenomeno è osservabile da tutti. Come si spiega un tale fenomeno?
Il fatto è indubbiamente sensazionale ed incredibile ma, fatte alcune considerazioni, può apparire per lo meno spiegabile.
Il messaggio di questa materializzazione è forte ed inequivocabile. Non solo l’immagine del ragazzo è chiara tanto da renderlo perfettamente riconoscibile ai propri cari e alle persone che lo hanno conosciuto ma, come se non bastasse, il fucile, che si materializza prima del ragazzo stesso, conferisce una prova di identità inequivocabile richiamando l’incidente in seguito al quale egli ha perso la vita.
Il messaggio, però, va oltre: in esso si legge chiaramente la volontà di arrivare ad una grande vastità di pubblico, dato che il fenomeno è rimasto “impresso” in tutte le video cassette distribuite, e distribuite in tutto il mondo! Si tratta di una testimonianza di continuità di vita che vuole arrivare a tutti, o comunque a molti.
Un messaggio tanto importante, e rilevante per la sua possibilità di diffusione, può concretizzarsi solo attraverso un potente apporto energetico e, evidentemente, le potenzialità di energia presenti nel cosmo sono infinite, soprattutto se il fine di un evento è un fine d’amore.
Un’entità ha mostrato le proprie sembianze ai propri cari che la piangevano disperatamente e, col loro amore, ne richiamavano la presenza. Al tempo stesso, ha reso la propria immagine disponibile ad essere osservata da tutto il mondo.
L’amore ha richiamato l’amore! E questo, come espressione energetica, ha consentito il fenomeno. Ha consentito, cioè, che si creassero le condizioni atte a far si che i nostri limitati sensi potessero percepire qualcosa che c’è ma che, normalmente, non riescono a percepire.
Le onde magnetiche da cui ogni movimento nel cosmo dipende hanno consentito all’energia dell’entità di imprimere sul nastro l’immagine del fucile prima e la propria di quando era in vita poi!
Certo, per noi non è incredibile, soprattutto perché siamo certi che nel cosmo esista tanto Amore quanta Energia! D’altra parte il dinamismo dell’energia cosmica crea l’equilibrio così come l’amore crea l’armonia, quindi si potrebbe dire che ciò che noi chiamiamo Energia non è altro che l’Amore che riunisce ogni cosa creata.

Foto 1
Uno dei tre scapoli accompagna la propria madre nella stanza in cui si trova il bebè.
Foto 2
Passando davanti ad un ampia finestra si intravede una macchia nera, informe (ved. freccia).
Foto 3
In questo fotogramma si può chiaramente osservare il fucile intero, con la canna rivolta verso il basso.
Sul lato destro della foto si nota un buddha.
Foto 4
La donna ha preso il bimbo dalla culla e si sposta verso destra. Si può notare tale spostamento della scena dal fatto che il budda ora compare fra i due attori adulti.

 

Foto 5
I personaggi ora sono nuovamente davanti alla prima finestra (quella che ci interessa). In questo fotogramma compare chiaramente l’immagine completa del bambino al centro della finestra fra i due lembi della tenda: si tratta di una vera e propria materializzazione.
L’immagine del bimbo permane per tutto lo spostamento dei personaggi fino a quando non escono dalla stanza.


La Vita Eterna, cari e fraterni amici,
è veramente una realtà !!

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