Geni controllati con il pensiero Attraverso la luce a infrarossi, ‘convinti’ a produrre proteine

Ansa 12 novembre, 10:25

(fonte: Martin Fussenegger et al., ETH Zurich)

Sembra quasi una scena da film di fantascienza, ma non è così: per la prima volta è stata controllata con il pensiero una rete di geni. A farlo un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo, coordinati da Martin Fussenegger, che come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Nature communication, usando le onde cerebrali sono riusciti a ‘convincere’ i geni a produrre particolari proteine. Il pensiero controlla i geni ”Per la prima volta – spiega Fussenegger – siamo stati in grado di entrare nelle onde cerebrali, trasferirle senza fili a una rete di geni e regolare la loro conversione nel tipo di proteine voluto”. Il sistema, ispirandosi al gioco Mindflex, dove si indossa una speciale cuffia con sensori sulla testa che registrano l’elettroencefalogramma (eeg) poi trasferite nell’ambiente di gioco, si basa sull’uso di una cuffia per l’elettroencefalogramma. Onde cerebrali trasmette via bluetooth Le onde cerebrali registrate vengono trasmesse senza fili tramite bluetooth ad un regolatore, che controlla un apparecchio che genera campi elettromagnetici. Una lampada a led, che emette luci a infrarossi, si accende e illumina una camera di coltura che contiene le cellule geneticamente modificate, che iniziano così a produrre le proteine desiderate. L’impianto è stato testato su cellule in coltura e topi, controllato con i pensieri di vari soggetti. Si è così visto che i livelli di proteina cambiavano a seconda dello stato d’animo. I ricercatori sperano in futuro di realizzare impianti controllati dal pensiero che aiutino a trattare malattie neurologiche. Un grande risultato ”E’ un grande risultato”, commenta Giuseppe Novelli, genetista e presidente dell’università di Roma Tor Vergata. “Si è sviluppato – ha aggiunto – un meccanismo di controllo dell’espressione dei geni con sensori infrarossi attivati dal cervello umano sulla base delle emozioni. Finora i geni potevano essere accesi solo chimicamente e serviva molto tempo. Ma nel cervello, dove le comunicazioni vanno alla velocità di millisecondi, serve altro e la luce è l’unica cosa che viaggia velocissima. Qui la luce viene usata per attivare sensori che così rispondono subito. Un grande risultato, ottenuto per la prima volta”.

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