I Farmaci del futuro -quantico frequenziali informativi

Dott.Massimo Citro

Dopo la trasmissione su Montagnier, avevo fatto presente al dott. Roberto Giacobbo di Voyager, che trasferimenti di informazioni da molecole venivano fatte nel nostro Istituto (IDRAS) da più di vent’anni; che il trasferimento frequenziale è una nostra scoperta e che siamo stati i primi al mondo a pubblicare su questo argomento. Gli feci anche presente che ero stato ricevuto da Montagnier a Parigi, presso la sede dell’UNESCO, nel 2010 e che in quell’inverno la mia equipe aveva riprodotto con successo il suo esperimento di trasferimento di sequenze di DNA.
Questo ha interessato la redazione di Voyager, che ha deciso di approfondire l’argomento partendo dagli inizi della scoperta. Sono dunque venuti a intervistare la mia equipe e me, presso il nostro Istituto di Torino.  

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Com’è arrivato a questa scoperta?
Ho iniziato a sperimentare nella seconda metà degli anni Ottanta, e il primo riscontro clinico risale al 1990. In sintesi, si tratta di eccitare le molecole di un farmaco, amplificarne le frequenze e inviarle o direttamente a un soggetto ricevente, sotto forma di onde, oppure imprimerle nell’acqua, che ne rimane informata. 

Se non trasferite molecole, che cosa trasferite esattamente?
Segnali di natura elettromagnetica e non. Ma quel che più importa è che le cellule rispondono a questi segnali COME SE si trattasse del medicinale vero. La chiave di tutto si trova in questo COME SE.

Com’è possibile che le cellule rispondano COME SE?
Perché, in realtà, quello che a noi appare come molecola non è altro che la traduzione, operata dai sensi, di segnali, onde, ritmi. Del resto, è come voler aprire una porta: si può adoperare una chiave (molecola) oppure un telecomando (segnali).
Esiste un codice, costituito da ritmi specifici, per ogni sostanza e per ogni corpo fisico. Le potenzialità di questi codici sono infinite, come già era evidente nell’antico, soprattutto in ambito alchemico.
Tutto questo viene spiegato ne La Scienza dell’Invisibile, scritto con Masaru Emoto e inThe Basic Code of the Universe, edito negli Stati Uniti. 

Quali sono le applicazioni di questa scoperta?
Con la tecnologia attuale da noi messa appunto (tenga conto che ci autofinanziamo da sempre e dunque i nostri mezzi sono limitati) riusciamo a trasferire, nella clinica medica e veterinaria, le proprietà di medicinali di diverse categorie quali anti-infiammatori, antibiotici, antistaminici, cortisone, oppiacei, estroprogestinici, tiroxina, dopamina e altre. Per non contare poi l’impiego in agricoltura, dove si possono trasferire le frequenze di diserbanti, antigerminativi, auxine sintetiche ecc. senza inquinamento dell’ambiente e dei prodotti. 

Quali sono i vantaggi rispetto ad una normale terapia con i farmaci?
Con il TFF (acronimo che deve essere svelato in italiano, poiché italiana è la scoperta), si può curare somministrando non il medicinale ma le sue onde; quindi ottenere risultati terapeutici senza effetti tossici e collaterali. Al di là della grande rivoluzione di pensiero scientifico e filosofico che questa scoperta comporta, l’impiego pratico potrebbe svilupparsi attraverso linee industriali che affianchino alla produzione di farmaci molecolari i cosidetti “farmaci digitali” o, come sono stati chiamati ne Il Verificatore, “wireless”Per arrivare a questo è però necessario che al nostro know how, si affianchino investitori che credano in questa scoperta e nei suoi enormi potenziali di sviluppo di mercato.

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