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Luigi Maxmilian Caligiuri, una nuova teoria sulla Coscienza e la comunicazione con l’Universo superluminale

Posted on 9 Dic, 2017 | 1 comment


Nell’ultimo incontro organizzato dall’associazione “Attivismo Quantico” dal titolo “ABC della Fisica Quantistica”, a cui abbiamo partecipato.  Abbiamo avuto la piacevole occasione di conoscere di persona  il professore Luigi Maximilian Caligiuri. Il quale dopo una lezione di due giorni sui fondamenti su cui si basa  la fisica quantistica, ha esposto una interessantissima nuova teoria sulla coscienza umana  e del suo collegamento con il campo unificato, supportata da solide basi scientifiche. La base teorica è una nuova formulazione, fondata sulla Teoria Quantistica Coerente di campo della dinamica quantistica del vuoto quantistico. La teoria si basa sull’effetto tunnel quantistico dei fotoni, emessi dalle microtubuline dei neuroni. Creando così una comunicazione con l’Universo superluminale.(Caligiuri-Musha) 2016

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Conosciamo un pò meglio il professore Luigi Maximilian  Caligiuri.

Tratto da Scienza e Conoscenza.

Nasce a Cosenza il 30 novembre del 1972. Nel 1995 riceve la Laurea Magna cum Laude in Fisica Teorica presso l’Università della Calabria, dove inizia la sua attività didattica e di ricerca nelle Facoltà di Scienze ed Ingegneria, in diversi campi di natura teorica e sperimentale, Dal 2001 è professore di Fisica e, dal 2013, anche Direttore Scientifico del Foundation of Physics Research Center (FoPRC), organizzazione internazionale indipendente per la ricerca avanzata in Fisica che vanta collaborazioni di ricerca in tutto il mondo. Ha pubblicato oltre cento articoli scientifici in riviste internazionali peer-reviewed di Fisica ed Ingegneria nei settori della fisica teorica, dell’acustica, della biofisica, dei campi elettromagnetici e della scienza dei materiali.

E’ membro del comitato scientifico, in qualità di academic editor, di numerose riviste scientificheinternazionali di fisica teorica ed applicata. Dal 2015 è anche membro esperto dell’International Engineering and Technology Institute (IETI) e risulta nell’elenco delle personalità di fama internazionale individuate dal Marquis Who’s Who. Le sue attività di ricerca più recenti riguardano la teoria quantistica di campo coerente e le sue applicazioni a differenti settori – dalla fisica fondamentale alla cosmologia ed alle neuroscienze. Ha elaborato, di recente, una teoria innovativa sull’origine della materia, basata su un nuovo modello dinamico di vuoto fisico, pubblicata nel volume “Unified Field Mechanics”, edito da World Scientific (2015) ed è coautore del volume “The Superluminal Universe: from Quantum Vacuum to Brain Mechanism and Beyond” edito da NOVA Science (2016) in cui ha formulato una nuova concezione della Realtà, fondata sulle dinamiche superluminali, in grado di offrire una visione alternativa della struttura dell’Universo e delle sue leggi, nonché della possibile origine dei processi superiori tipici della mente umana, ricondotti, in tale modello, ad un unico schema concettuale unitario.

 Il tema della morte rappresenta, forse paradossalmente, un elemento decisivo nella vita dell’Uomo, capace di condizionarne anche pesantemente il corso e le caratteristiche. Basti pensare che tutte le principali religioni e la maggior parte delle filosofie elaborate nel corso dei secoli sono imperniate sul concetto della morte e sul suo più intimo significato, individuando, di conseguenza, un complesso di “regole” etiche e morali.Fin dalla notte dei tempi l’uomo ha circondato la morte di un alone di rispetto e di paura, sottoponendo i defunti a un trattamento speciale (emblematico è, a tal proposito, il caso degli Egizi) e considerando la morte come un’entità a sé stante, suscettibile di possedere poteri in grado di superare la comprensione umana, un’entità che era necessario ingraziarsi.Il mistero della morte, o meglio del se e di cosa ci sia “dopo” di essa, ovvero se questa corrisponda al termine ultimo dell’esistenza stessa o, al contrario, all’inizio di una “nuova” vita magari in seno a una diversa “dimensione” dell’essere, rappresenta uno dei più profondi e fondamentali interrogativiPer l’uomo contemporaneo, l’esistenza è sostanzialmente legata al concetto di vita biologica e nient’altro: da qui deriva il senso di angoscia associato al pensiero della morte intesa come la fine ultima e irreversibile della vita.

Da un punto di vista strettamente biologico è evidente che, indipendentemente dalle cause specifiche che possano condurre alla morte di un soggetto, tale condizione è caratterizzata da un quadro clinico comune che, inevitabilmente, conduce a una condizione di “shock” medico. Quest’ultima è sostanzialmente caratterizzata da una mancanza di afflusso di ossigeno agli organi vitali la quale, qualora non opportunamente “invertita”, determina il successivo arresto cardiaco, vale a dire il manifestarsi di quella condizione clinicamente definita quale “morte”.

Infatti, diversamente da ciò che può accadere quando organi diversi dal cuore smettono di funzionare, una mancanza di ossigeno importante può condurre, nell’arco di pochi secondi, all’arresto cardiaco e alla morte del soggetto che, a sua volta, può sopraggiungere anche pochi secondi dopo.

Per tale motivo la definizione clinica di morte si riferisce all’assenza di battito cardiaco, di attività respiratoria e di riflessi nel tronco encefalico e della conseguente assenza di attività cerebrale dovuta alla mancanza di ossigeno (fenomenologicamente associata alla dilatazione e alla insensibilità delle pupille alla stimolazione luminosa).

In questo senso dunque la morte, più che un processo di carattere mistico o filosofico, quale veniva ed è tuttora spesso considerata, si caratterizza come un fenomeno di natura prettamente fisica e biologica, conseguente alla mancanza dell’afflusso di ossigeno al cuore e al cervello.

 

Continua la lettura dell’intervista su Scienza e Conoscenza 60

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